Ciò che si considera intelligente dipende anche, ma non solo, dalle nostre aspettative e questo spiega perché non esiste un giudizio unanime su che cosa debba intendersi per intelligenza.

Non esiste un’unica definizione di intelligenza.

Definizioni di intelligenza

“Abilità di utilizzare pensiero astratto.”

Terman

“Aver appreso o la capacità di apprendere come adattarsi all’ambiente.”

Colvin

“Abilità di adattarsi adeguatamente a situazioni nella vita relativamente nuove.”

Pinter

“Il meccanismo biologico per il quale gli effetti della complessità degli stimoli sono messi insieme rispondendo con un comportamento avente un effetto in qualche modo unificato.”

Peterson

“La capacità di acquisire abilità.”

Woodrow

“La capacità di apprendere o approfittare dell’esperienza.”

Dearborn

La parola intelligenza

La parola intelligenza deriva dal latino intelligĕre, “capire”; la parola latina, secondo alcuni, deriverebbe a sua volta dalla contrazione dell’avverbio intus e del verbo legĕre, significando dunque “leggere-dentro”, ovvero “leggere oltre la superficie”, comprendere davvero, comprendere le reali intenzioni; secondo altri, l’avverbio sarebbe invece inter, “tra”, suggerendo quindi la capacità di “leggere tra le righe”, di collegare elementi precedentemente separati e di stabilire delle correlazioni tra elementi.

L’intelligenza è l’insieme di tutte le facoltà mentali che permettono di capire le cose e gli eventi, di scoprire le relazioni tra di essi e di arrivare alla conoscenza concettuale e razionale (in opposizione alla sensazione e all’intuizione). Essa si percepisce nella capacità di comprendere e adattarsi facilmente alle nuove situazioni.

L’intelligenza può essere concepita come capacità di adattamento.

L’intelligenza può anche essere vista come la capacità di elaborare le informazioni così da prevenire, scovare, determinare con precisione e risolvere problemi.

L’intelligenza pratica è la capacità di agire in modo appropriato alle situazioni. In ambito umano, la comprensione umana non può essere concepita senza la padronanza di una lingua, senza l’uso di “parole”; si arriva quindi all’intelligenza concettuale, che permette il ragionamento complesso; il ragionamento è il processo mentale di analisi per la determinazione delle relazioni tra gli elementi.

Al livello dell’intelligenza concettuale, lo scopo dell’intelligenza è la conoscenza concettuale e razionale.